Storie di italiani che tornano a casa – Leonardo Paradisi

A volte si parte inseguendo una passione. A volte si torna quando si capisce che non è più la propria.

Leonardo è partito per Londra guidato dall’interesse per l’arte, fino ad arrivare a Sotheby’s. Con il tempo però qualcosa è cambiato, e ha scelto di rimettersi in gioco.

Da ricerche e cold email è nato un nuovo percorso nel food. Nel 2021 è tornato a Roma, con un’idea diversa di carriera e di vita.

La sua storia parla di scelte oneste e di cambi di direzione. Perché lo spirito imprenditoriale non serve solo a mettersi in proprio, ma a decidere per la propria vita con energia e direzione.

🎙️Episodio #54 di ‘Storie di italiani che tornano a casa

Leonardo Paradisi studia Economia e Management alla Luiss di Roma ma presto scopre che gli studi scelti non lo entusiasmano granché. Tuttavia continua a studiare, passando però molto tempo a chiedersi che cosa avrebbe potuto fare “dopo” e ancorandosi a una sua passione: l’arte.

Un giorno scopre che la sua Università avrebbe fatto partire un laboratorio per curatori. Si iscrive e lo frequenta con dedizione, avvicinandosi iniziando a comprendere gli aspetti più pratici e concreti della gestione delle opere, dei musei e delle gallerie. Finiti gli studi e il percorso, riesce a fare uno stage in una galleria della sua città e capisce che forse la sua passione potrebbe diventare un lavoro.

E’ il 2016 e decide quindi di partire per Londra per studiare Art Business al Sotheby’s Institute of Art per unire i suoi studi alla sua passione. Dopo la laurea ottiene qualche breve collaborazione, riuscendo infine ad arrivare lavorare con tantissima soddisfazione per una delle due più grandi case d’aste al mondo, Sotheby’s.

Passano gli anni e piano piano Leonardo scopre che non è tutto oro ciò che luccica: il mondo dell’arte è cinico ed estremamente ostile al merito e Leonardo se ne disinnamora. Nel frattempo però si avvicina a “qualcosa di più essenziale e genuino che, come italiani, ci caratterizza in tutto il mondo: il cibo”. Con molta determinazione, Leonardo decide di cambiare carriera e nel 2021 lascia Londra per rientrare in Italia.

Ma come succede nel concreto?

“Avevo un lavoro, ma ero insoddisfatto. Cercando online, sono riuscito a trovare una piccola consulenza per una società che aveva anche un ufficio a Roma e che lavorava nel food. Mi sono lanciato, e da una cold email ho iniziato a collaborare con loro. Alla fine, a giugno 2021 ho fatto il salto definitivo, lasciando il mio impiego e accettando un ruolo full time per questa società, iniziando in parallelo a organizzare il mio ritorno a Roma. Ad agosto 2021 avevo compilato il modulo di abbandono del Paese”.

Dopo 5 anni, spinto dalla voglia di ritrovare una cultura più socievole oltre che persone, amici e parenti, Leonardo torna a Roma – felicissimo del suo lavoro e di rivedere il cielo azzurro!

Abbiamo chiesto a Leonardo – che tra l’altro è un membro attivissimo della nostra community e fra gli organizzatori del primo meetup di Pietro che si è tenuto a Roma – di raccontarci com’è stato il suo rientro. Ecco cosa ci ha detto.

❤️ Dicci una cosa che ti ha sorpreso in positivo quando sei tornato in Italia.

Confrontandola con il Regno Unito, paradossalmente ho trovato l’Italia piu’ digitalizzata di quello che pensassi. Da quello che ricordavo (e che avevo ormai anche creato nella mia testa), l’Italia era paragonabile ad un paese del terzo mondo. E invece alla fine non ho proprio potuto lamentarmi, sono riuscito bene o male a fare quasi tutto online.

🌍 C’è qualcosa che ti manca della tua vita all’estero?

Rispetto all’italia, il sistema bancario inglese è da sogno. E questo vale anche per le utenze domestiche (il concetto di voltura li è un campo di testo col nome dell’intestatario della bolletta – che fai dal portale dell’azienda che ti fornisce l’utenza). L’utilizzo comune di bonifici e di pagamenti elettronici anche per le micro spese mi manca molto, perché ti permette di non portarti dietro contanti (che mi mette ansia come cosa).

💡 Una cosa che hai imparato o un suggerimento che daresti a chi sta pensando di tornare.

Per quanto possa sembrare un cliché, chi emigra secondo me lo fa nell’ottica che l’erba del vicino sia sempre più verde e che quindi in Italia si stia male in assoluto. Per carità, ci sono tantissime cose che in Italia non vanno, però quando viaggi capisci che ogni paese ha i suoi punti di forza e di debolezza. Il mio consiglio è di fare una classicissima lista dei pro e dei contro per il paese dove si è e l’italia. Il catch importante di questo esercizio però è di essere onesti con se stessi nel sapere mettere in scala di priorità tutti gli elementi delle liste. Solo così sarà chiaro se si è pronti a tornare in Italia o se si ha già trovato il giusto compromesso dove si è.

E ancora: siate imprenditori di voi stessi. Alla fine non bisogna tornare necessariamente dove si trova lavoro, ma dove si vuole creare i contatti che possono generare lavoro. E comunque con il lavoro da remoto che sempre più aziende adottano, si può sempre trovare qualunque cosa a prescindere dalla città in cui si vuole tornare. Rimboccarsi le maniche e pensare “out of thebox” aiuta sempre.

💩 Hai incontrato una difficoltà inaspettata nel rientro? Come l’hai affrontata?

La burocrazia. Di fatto ho imparato a vivere da adulto In inghilterra, quindi ho dovuto imparare da zero tutto ciò che ha a che fare con l’essere adulto e indipendente nel nostro paese. Era qualcosa a cui non avevo pensato. Alla fine pero’, tra imprinting nel crescere qui, e un po’ di aiuto, ce l’ho fatta.

🤝 Che tipo di supporto avresti voluto trovare tornando in Italia?

Una guida su come funziona il mondo del lavoro in Italia, sia da un punto di vista contrattuale (ignoravo l’esistenza dei CCNL) sia da quello retributivo (ignoravo l’esistenza di TFR e tredicesima, ad esempio).

Sarebbe stato utile anche avere supporto rispetto a come navigare le dinamiche relazionali sul luogo di lavoro, ad esempio capire come pensano i datori di lavoro italiano e i bias che possono avere.

Grazie Leonardo per esserti raccontato a Pietro!

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