“Tutti si aspettavano che entrassi in consulenza. Io ho preso un volo per Bruxelles”.
Francesca ha 26 anni quando decide di non percorrere un percorso già tracciato.
Dopo un Erasmus in Svezia che le cambia prospettiva, sceglie Bruxelles e inizia in Microsoft: prima esperienza, responsabilità immediate, un portfolio da 19 milioni di euro. Un’esperienza che accelera tutto: competenze, visione, sicurezza.
Quando rientra in Italia lo fa per un ruolo in internal audit. Esattamente quello per cui aveva studiato – ma con una marcia in più.
Oggi, dalla sua base in provincia, continua a guidare strategie di pricing per grandi realtà, dimostrando come il rientro possa essere un trampolino per nuove opportunità internazionali.
Episodio #57 di ‘Storie di italiani che tornano a casa
Francesca Venditti studia economia aziendale all’Università degli studi Roma Tre, specializzandosi in Audit e Valutazione d’impresa. Appena laureata, tutti scommettono su un prossimo ingresso in consulenza. Del resto, anche grazie al lavoro svolto in AIESEC negli anni universitari, i contatti non le mancano: infatti un’azienda la chiama proprio per un ruolo per cui aveva studiato.
Ma lei, che ha anche un’altra offerta sul tavolo, spiazza tutti: sceglie di partire per Bruxelles per un ruolo di Licensing Sales Specialist in Microsoft.
Questa scelta, apparentemente controintuitiva, le regala un’esperienza senza paragoni. Trova in un ambiente multinazionale, strutturato e meritocratico dove viene data molta autonomia alle persone. Con un portafoglio clienti da 19M€ da gestire, la sua prima esperienza lavorativa diventa un vero trampolino di lancio – non solo a livello di competenze acquisite, ma anche dal punto di vista della crescita personale.
“L’esperienza a Bruxelles ha ampliato le mie capacità di adattamento, flessibilità e problem solving e mi ha insegnato anche tanto sulle dinamiche commerciali, che sono state la chiave del mio successo negli anni seguenti. Senza questo non avrei raggiunto gli stessi risultati”, ricorda.
Francesca affronta con entusiasmo le responsabilità che mano a mano le vengono assegnate, sviluppando la capacità di navigare in ambienti complessi e multiculturali.
Dopo un anno e mezzo rientra in Italia per accelerare la sua carriera. Si unisce a Stellantis (allora FCA) a Torino dove lavora per quasi un decennio, passando da Lead Internal Auditor a Pricing Project Manager per poi arrivare a ricoprire la posizione di Pricing Manager, orchestrando strategie di pricing internazionali per mercati chiave come gli Stati Uniti e la Cina.
Oggi vive e lavora dalla provincia di Treviso per Penumbra come Senior Pricing Analyst EMEA.
Abbiamo chiesto a Francesca di raccontarci com’è stato il suo rientro.
❤️ Dicci una cosa che ti ha sorpreso in positivo quando sei tornata in Italia.
Mi ha sorpreso scoprire quante realtà internazionali esistano anche in Italia, e come il lavoro da remoto le abbia rese molto più accessibili, persino per chi, come me, vive in un piccolo paese di provincia. In Italia si può assolutamente mantenere un’esposizione internazionale, basta saper cogliere le giuste opportunità.
🌍 C’è qualcosa che ti manca della tua vita all’estero?
Di Bruxelles amavo la vivacità e la possibilità di vivere costantemente in un ambiente internazionale. Entrare in un ascensore e sentire sei lingue diverse era la normalità. Mi manca quella commistione di culture, con i suoi pro e contro, soprattutto vivendo in provincia. Ma ora, anziché viaggiare per tornare a casa, appena posso lo faccio per conoscere posti nuovi.
💡 Una cosa che hai imparato o un suggerimento che daresti a chi sta pensando di tornare.
Il mio suggerimento è di fare un’attenta valutazione dei costi e dei benefici, non solo a livello economico, ma soprattutto umano. Bisogna capire cosa pesa di più sul proprio benessere, sul senso di pienezza e soddisfazione personale. Rientrare non significa necessariamente rinunciare a qualcosa, ma richiede sicuramente di trovare un nuovo equilibrio.
💩 Hai incontrato una difficoltà inaspettata nel rientro? Come l’hai affrontata?
La difficoltà più inaspettata è stata sicuramente la gestione burocratica: la doppia tassazione, i contributi, il fondo pensione e l’immatricolazione della macchina sono state questioni complesse.
🤝 Che tipo di supporto avresti voluto trovare tornando in Italia?
Soprattutto in materia di tassazione, ho riscontrato un’ignoranza quasi assoluta: sono passati dieci anni e non sono ancora sicura di aver pagato quanto veramente dovuto. Avrei voluto trovare persone competenti, come commercialisti o fiscalisti, in grado di guidarmi efficacemente nella gestione del rientro.
Grazie Francesca per esserti raccontata a Pietro!