Voglia di esplorare, il coraggio di non accontentarsi e un legame mai spezzato con la propria terra. Se dovessimo descrivere Paolo e il suo viaggio di andata e ritorno dalla Basilicata alla Spagna, useremmo queste parole.
Il suo percorso all’estero non è stato una scalata manageriale pianificata a tavolino, ma un cammino guidato dalle opportunità, dagli incontri e, alla fine, da una scelta di profonda autenticità: quella di fermarsi quando un lavoro, per quanto svolto bene, non dà più la felicità.
Oggi, tornato a casa, ci racconta la sua storia di rientro senza filtri, mostrando come anche un momento di pausa e di transizione possa trasformarsi nel perfetto trampolino di lancio per una nuova ripartenza.
Episodio #60 di ‘Storie di italiani che tornano a casa
Paolo Orlando studia e si laurea in Scienze Forestali e Ambientali all’Università degli Studi della Basilicata. E’ durante gli anni a Potenza che coglie l’opportunità di partecipare al progetto Erasmus a Praga: una prima esperienza all’estero che gli apre la mente e gli fa capire di voler continuare a vivere fuori dall’Italia per scoprire il mondo.
Dopo la laurea, il destino lo porta in Spagna. Inizia quasi per caso a Maiorca, lavorando per sei mesi nel settore turistico, per poi spostarsi a Barcellona. Qui, grazie a nuovi contatti e amicizie, si sposta in una zona rurale della Catalogna ed entra nel settore vitivinicolo. Per quasi cinque anni lavora per la start-up Celler Masades come Project & Operations Manager, curando anche il lancio di due nuove linee di vino. In parallelo, per diversificare le giornate, gestisce l’ospitalità in un piccolo bed and breakfast della zona, l’Agriturismo Cal Miret.
Tuttavia, nonostante i risultati e la crescita professionale, a 29 anni Paolo si accorge che quel lavoro non lo appaga più. Sceglie di non accontentarsi: lascia il posto, si trasferisce a Barcellona città per qualche mese arrangiandosi con lavoretti part-time, finché non decide di prendersi una pausa e rientrare in Basilicata. Oggi, tornato temporaneamente alle sue radici, collabora sul campo come tecnico forestale e ha intrapreso il Master Quality con UNINFORM Group, specializzandosi in Sistemi di Gestione Integrati (QHSE) con l’obiettivo di diventare Lead Auditor. Una scelta che unisce la sua solida base tecnica all’esperienza internazionale, trasformando un momento di stop in un nuovo inizio consapevole.
Abbiamo chiesto a Paolo di raccontarci com’è stato il suo rientro.
Dicci una cosa che ti ha sorpreso in positivo del tuo rientro.
Ritrovarmi nel “mio” paese, l’Italia, è stata la cosa più positiva del rientro. Anche se lontano dalla mia regione d’origine, qui mi sento finalmente in una zona di comfort e non più “forestiero” come a volte accadeva all’estero.
C’è qualcosa che ti manca dall’estero?
Forse mi manca un po’ avere a che fare con una mentalità diversa: quando sei all’estero sperimenti certi aspetti e situazioni con occhi differenti. Ma succede solo a volte: complessivamente sono soddisfatto di essere tornato in Italia.
Una cosa che hai imparato o un suggerimento che daresti a chi sta pensando di tornare.
Il mio suggerimento è di assorbire al massimo ogni esperienza che si presenta e poi sfruttare al meglio quel bagaglio unico di competenze una volta tornati a casa.
Grazie Paolo per esserti raccontato a Pietro!