Un giorno si parte per inseguire un’opportunità, un altro si decide di tornare per riscoprire se stessi.
Dopo undici anni passati a selezionare talenti in giro per l’Europa, Valentina ha capito che era il momento di dare una nuova direzione alla sua bussola interiore.
Oggi, da career coach, aiuta altri professionisti a fare chiarezza, ma soprattutto ci racconta cosa significa costruire un rientro consapevole, capace di trasformare la propria vita.
Episodio #59 di ‘Storie di italiani che tornano a casa
Valentina Farano si laurea in Giurisprudenza presso l’Università di Pisa e, dopo alcune prime esperienze in ambito legale e amministrativo, tra cui una significativa parentesi all’Aia presso la Corte Internazionale di Giustizia, decide di intraprendere un percorso che la porta oltre i confini italiani. La sua bussola si orienta verso Parigi, dove finisce per trascorrere undici anni che segnano profondamente la sua carriera.
Si immerge così nel mondo dinamico del recruiting internazionale, iniziando come headhunter, “cacciatrice di teste” con l’incarico di selezionare medici italiani desiderosi di lavorare in Francia. Un ruolo che va ben oltre la semplice ricerca richiedendo spesso un supporto completo per l’integrazione dei professionisti, dalle questioni linguistiche a quelle logistiche e amministrative.
Questa esperienza la mette in contatto diretto con le sfide e le speranze di chi affronta un trasferimento e un riposizionamento e la fa appassionare molto all’ambito delle risorse umane.
Negli anni successivi, Valentina affina le sue competenze specializzandosi nel settore IT ma anche nel lusso e nel retail, coprendo il ruolo di Talent Acquisition Specialist per importanti società di consulenza come Colibee e Adone Conseil. Qui si ocupa della ricerca e selezione di profili altamente specializzati, e contribuisce all’apertura di nuove filiali in Svizzera e in Italia, dimostrando una notevole capacità di adattamento e una visione internazionale.
Dopo oltre un decennio trascorso a costruire carriere per migliaia di persone, inizia però a sentire una spinta interiore, una ‘ricerca di senso’ che la porta a riflettere sul proprio percorso. Capisce che, anche grazie al suo lavoro, ha sviluppato il desiderio di accompagnare i professionisti in modo più profondo e strutturato – specialmente coloro che, come lei stessa aveva provato, si sentivano ‘fuori posto’ o bloccati in un ruolo.
La ritrovata consapevolezza innesca una trasformazione personale e professional che la porta a lasciare il recruiting aziendale per abbracciare la carriera di Career Coach e Orientatrice ASNOR, fino a lanciare il progetto ‘Scelta Consapevole’ nel 2024. Oggi, attraverso percorsi personalizzati, aiuta i professionisti a ritrovare chiarezza, definire una direzione concreta e presentarsi con maggiore sicurezza sul mercato del lavoro.
Nel frattempo, Valentina sceglie anche di tornare in Italia. Non in una metropoli, ma in un contesto più intimo che le permette di allineare la sua vita ai suoi valori più profondi: la natura, la qualità delle relazioni, la serenità per sé e per la sua famiglia.
Abbiamo chiesto a Valentina di raccontarci com’è stato il suo rientro.
❤️ Dicci una cosa che ti ha sorpreso in positivo del tuo rientro.
Tornare mi ha stupito più di quanto mi aspettassi. Dopo anni in una grande città come Parigi, pensavo che il ritorno in Italia avrebbe significato rallentare, perdere qualcosa in termini di stimoli e opportunità. Invece ho scoperto un altro tipo di ricchezza. Trasferirmi in campagna mi ha fatto riscoprire il valore delle cose semplici, come la natura e la qualità delle relazioni.
Ma soprattutto mi ha colpito il lato umano: i saluti spontanei, la sensazione di essere parte di una comunità. La sorpresa più grande, però, è stata vedere mia figlia più serena, più libera. È lì che ho capito davvero che non stavo solo tornando in un luogo, ma facendo una scelta di vita più allineata ai miei valori.
🌍 C’è qualcosa che ti manca dall’estero?
Sì, soprattutto a livello umano e professionale. Mi mancano gli amici, costruiti negli anni e diventati una vera famiglia lontano da casa. Mi manca anche il dinamismo del mercato del lavoro: la rapidità, le opportunità, l’apertura verso percorsi meno lineari. All’estero ho respirato una mentalità più internazionale, dove il cambiamento è visto come una risorsa, non come un rischio. Questo approccio ti spinge a osare di più, a reinventarti senza sentirti ‘fuori posto’.
Ogni scelta porta con sé qualcosa che si lascia indietro. E imparare a stare in questo equilibrio fa parte del percorso.
💡 Una cosa che hai imparato o un suggerimento che daresti a chi sta pensando di tornare.
Non prendere la decisione solo in base alla paura di restare o di tornare. Fermati e chiediti cosa stai davvero cercando in questa fase della tua vita: stabilità, crescita, relazioni, senso? Le risposte cambiano nel tempo, e va bene così. Tornare non è un passo indietro, ma non è nemmeno automaticamente un passo avanti. È una scelta che funziona solo se è consapevole.
Idealizzare l’estero o l’Italia porta spesso a delusioni: ogni contesto ha limiti e opportunità. Il consiglio più concreto che darei è questo: prova a rendere la decisione il meno ‘definitiva’ possibile. Mantieni connessioni, esplora opzioni, costruisci un piano flessibile. Non devi avere tutto chiaro prima di muoverti. E soprattutto: non aspettare di essere sicuro al 100%. La chiarezza spesso arriva dopo, non prima.
💩 Hai incontrato una difficoltà inaspettata nel rientro? Come l’hai affrontata?
Sì, e alcune non le avevo previste.
Dopo tanti anni all’estero, il rientro è stato anche un piccolo shock: ritmi diversi, dinamiche professionali meno fluide e, soprattutto, la sensazione iniziale di dover quasi ricostruire da capo il mio spazio.
A questo si è aggiunta una difficoltà molto concreta: trovare casa e affrontare una ristrutturazione. Gestire tempi, imprevisti e decisioni pratiche mentre stavo già attraversando un cambiamento personale e professionale importante non è stato semplice. È stata una prova di pazienza e adattamento.
La difficoltà più grande, però, è stata riposizionarmi in un contesto che pensavo di conoscere, ma in cui mi sono sentita inizialmente fuori posto. L’ho affrontata facendo quello che oggi aiuto anche gli altri a fare: fermarmi, fare chiarezza e ripartire con intenzione. Ho rimesso a fuoco competenze, valori e obiettivi, e ho trasformato il cambiamento in un progetto concreto.
🤝 Che tipo di supporto avresti voluto trovare al tuo rientro?
Fortunatamente, un supporto l’ho trovato!
Sono partita dal sito di Pietrotorna e ho scoperto il servizio dedicato agli italiani che rientrano di Moving2Italy, che mi ha aiutata a orientarmi anche sugli aspetti pratici e fiscali del rientro.
Parallelamente, ho scelto di continuare a investire su di me: ho seguito formazioni in Italia e ho iniziato a costruire nuove relazioni professionali attraverso il networking.
Grazie Valentina per esserti raccontata a Pietro!