Storie di italiani che tornano a casa – Eleonora Fiducia

A volte partire non è solo una scelta, ma un richiamo. Quello di Eleonora è stata l’Erasmus ‘in Spagna, un’esperienza che le ha aperto il mondo e le ha insegnato il valore di buttarsi nell’ignoto.

Dopo anni tra Girona e Barcellona, dedicati agli studi e alla crescita professionale nel digital marketing e nelle vendite tech, Eleonora ha trovato una nuova opportunità. Un’occasione per mettere la sua esperienza internazionale al servizio dell’Italia.

Oggi, tornata a Milano, ci racconta le sorprese del rientro, cosa le manca del vivere fuori e come ha capito che tornare a casa era la scelta giusta.

🎙️Episodio #55 di ‘Storie di italiani che tornano a casa

Eleonora Fiducia inizia il suo percorso all’estero nel 2015, partendo con il programma Erasmus per Girona: doveva restare sei mesi, ma ci resta un anno. Dopo una breve parentesi a casa, dove lavora nel marketing e negli eventi, capisce che il suo vero obiettivo è il confronto con il mondo, la possibilità di relazionarsi con persone diverse e di mettersi alla prova, assumendosi nuove responsabilità.

Si trasferisce a Barcellona nel 2018 e completa i suoi studi con una laurea magistrale, perfeziona le lingue e scopre una forma di crescita che, come dice lei, “non ha confini”. Negli anni successivi alla laurea Eleonora si immerge nel mondo del lavoro, passando dal digital marketing al settore sales – prima come Project Manager e poi come Account Executive nel settore dell’influencer marketing. Nel 2022, con la voglia di affrontare nuove sfide, Eleonora cambia ancora direzione: entra nel settore tech iniziando a lavorare in Confluent, che qualche anno dopo le permette di rientrare in Italia portando la sua esperienza al servizio dei clienti sul territorio nazionale.

Oggi Eleonora vive e lavora a Milano, aiutando le aziende ad accelerare i progetti Data & AI. Le abbiamo chiesto di raccontarci com’è stato il suo rientro.

❤️ Dicci una cosa che ti ha sorpreso in positivo quando sei tornato in Italia.

Mi ha sorpreso la riscoperta di una sintonia culturale immediata. E’ quella “complicità non detta” che solo le radici comuni sanno dare. Dopo anni all’estero, tornare a essere circondata da italiani mi ha fatto sentire parte di un incastro perfetto: il calore umano e il background condiviso rendono ogni interazione, anche professionale, più fluida.

In più, ho ritrovato una Milano evoluta. Sono partita nel 2015 e sono tornata in una città che oggi non ha nulla da invidiare a Barcellona per dinamismo e innovazione. Milano conserva una qualità della vita “invisibile” che si esprime nella cura per il dettaglio, la bellezza e i ritmi umani. Cose che spesso all’estero sono un lusso, qui sono l’anima del quotidiano. E’ stato come tornare in un posto che conoscevo, ma scoprirlo nuovo e più vicino alle mie esigenze.

🌍 C’è qualcosa che ti manca della tua vita all’estero?

Se devo essere onesta, il jamón… 🙂

Scherzi a parte, la sfida più grande del rientro è il clima. Dopo tanti anni a Barcellona, dove luce e mare scandiscono la giornata, ammetto che il distacco meteorologico si fa sentire.

Sento anche la mancanza della linearità burocratica spagnola. Forse l’Italia non è più complicata, ma la Spagna ha una semplicità nei processi (soprattutto sanitari e amministrativi) a cui mi ero abituata. Sto ancora cercando di capire i meccanismi italiani, ma fa parte del gioco del ritorno: riscoprire come muoversi in un sistema che, anche se familiare, è cambiato mentre ero via.

💡 Una cosa che hai imparato o un suggerimento che daresti a chi sta pensando di tornare.

Il mio consiglio è di ascoltarsi. Il ritorno è una scelta soggettiva. Non esiste una strada giusta per tutti: c’è chi trova la sua dimensione altrove e chi, come me, a un certo punto sente un richiamo.

A chi teme di rientrare per il pregiudizio che “in Italia nulla funziona”, direi di stare tranquillo: la perfezione non esiste. Ogni Paese ha le sue criticità. Vivendo all’estero ci si accorge che le lamentele e i problemi burocratici esistono ovunque. L’Italia non è il buco nero che spesso ci viene dipinto.

A chi invece sente il desiderio di tornare, dico: ascoltate quel richiamo. Non c’è nulla di male nel voler ritrovare un senso di appartenenza. Essere circondati da persone che condividono lo stesso background culturale e linguistico non significa chiudersi, ma soddisfare un bisogno di sintonia: sentirsi finalmente accompagnati e capiti, senza dover sempre spiegare chi sei.

💩 Hai incontrato una difficoltà inaspettata nel rientro? Come l’hai affrontata?

La difficoltà più grande non è stata burocratica, ma emotiva: disinnescare l’illusione del “ritorno perpetuo”. Quando vivi all’estero e torni in Italia per le feste è una celebrazione: tutti ti aspettano e il tempo è dedicato agli affetti. Tornare per restare, invece, significa accettare che in anni le dinamiche sono cambiate e che né io né le persone intorno a me siamo le stesse di quando sono partita.

Ho affrontato questa sfida preparandomi: non stavo tornando alla vita che avevo lasciato a vent’anni. Stavo iniziando un percorso nuovo in una fase della vita diversa. Accettare che il rientro non è fare rewind ma iniziare un nuovo capitolo mi ha permesso di vivere Milano senza nostalgia, con l’entusiasmo di chi vuole costruire un nuovo network e scoprire la versione attuale di sé e della sua terra.

🤝 Che tipo di supporto avresti voluto trovare tornando in Italia?

Avrei voluto trovare un supporto di orientamento a 360 gradi. Da un lato, una guida chiara per navigare la burocrazia del rientro (fisco, sanità, residenza), che spesso è un labirinto per chi manca da anni.

Dall’altro, mi sarebbe piaciuto trovare una community di ‘rientrati’: un network di persone con un background internazionale simile al mio. Poter condividere le sfide del reinserimento e confrontarsi su come riportare in Italia il mindset acquisito all’estero.

Infine, vivendo questo rientro con un marito straniero, sarebbe stato prezioso un supporto dedicato all’integrazione del partner, per facilitare il suo ingresso nel tessuto sociale e lavorativo italiano.

Grazie Eleonora per esserti raccontata a Pietro!

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