Storie di italiani che tornano a casa – Daniele Barbarossa

“Magari resto un mese, magari un anno.” Alla fine, Daniele a Berlino resta quasi dieci anni.

Partito nel 2013 senza un piano preciso, se non quello di vivere una città che lo affascinava, costruisce il suo percorso professionale nel digital marketing fino a diventare SEO Manager per Zalando. Dopo anni intensi e otto lunghi inverni, insieme alla sua compagna inizia a immaginare una vita diversa: più natura, più equilibrio, senza rinunciare a un lavoro stimolante.

Torna in Italia, ma non dove è cresciuto: si trasferisce a Bolzano, tra montagne, natura e una quotidianità molto diversa dal centro di una grande capitale europea. E, per ricreare quell’apertura internazionale anche in Alto Adige, crea un gruppo Meetup per “international people in Bolzano” e costruisce da zero una nuova comunità, dimostrando che fare rete serve non solo quando si parte, ma anche quando si torna.

In questa intervista ci racconta cosa lo ha sorpreso tornando, cosa gli manca della vita all’estero e perché, per chi rientra, scegliere un luogo nuovo può fare la differenza.

🎙️Episodio #50 di ‘Storie di italiani che tornano a casa

Daniele Barbarossa studia Comunicazione all’Università di Bergamo e, appena laureato, decide di fare un salto nel buio per conoscere una città che lo aveva sempre attratto: Berlino. E’ il 2013 e Daniele parte senza un obiettivo preciso se non quello di conoscere e vivere la città.

Un anno investito a studiare il tedesco, e inizia a lavorare per qualche mese come guida turistica e giornalista freelance, raccontando la città agli italiani che la visitavano, ci vivevano o volevano andare a viverci. Ma il mondo delle strtup berlinesi lo affascina e Daniele riesce a entrarci: lavora nel digital marketing e nella scrittura di contenuti in quattro lingue, fino a specializzarsi in SEO e a diventare SEO Manager per Zalando, occupandosi di tutta la parte strategica lato Italia e Spagna.

Dopo otto lunghi inverni berlinesi, Daniele e la sua compagna iniziano a pensare di trasferirsi in un luogo più caldo e vicino alla natura. Scelgono la Catalogna, in Spagna, ma dopo un breve periodo capiscono che anche l’Italia potrebbe fare al caso loro. Si trasferiscono quindi in Trentino Alto Adige, a Bolzano, dove le due lingue ufficiali (tedesco e italiano) fanno a sentire a casa sia lui sia la compagna e il figlio, che può godere delle bellezze del paesaggio e del contatto con la natura.

E’ passato un anno e mezzo e Daniele, seppur ancora in “fase di adattamento”, si sente soddisfatto della scelta: ha trovato lo stesso lavoro SEO che faceva a Berlino ma per il turismo locale, l’inverno dura “il giusto”, ed è felice di scoprire luoghi nuovi ogni fine settimana.

Abbiamo chiesto a Daniele com’è stato il suo rientro.

❤️ Dicci una cosa che ti ha sorpreso in positivo del tuo rientro.
Certo, e voglio sfatare un cliché: una volta che hai una buona base per confrontare i servizi pubblici, ci sono ambiti in cui l’Italia non si comporta così male come spesso pensiamo. O, quantomeno, non è il peggiore tra i grandi Paesi europei. Non è raro trovare uffici pubblici con personale giovane che ti tratta con umanità, e scoprire che alcuni servizi sono digitalizzati e non così lenti. Questa è stata sicuramente la prima sorpresa.
La seconda, ancora in evoluzione, è stata scoprire l’esistenza di un ecosistema di nuove aziende e startup che riescono a crescere e a farsi notare anche all’estero. Forse la scena non è grande come in Germania o in Francia, ma di certo non è irrilevante come pensavo quando osservavo il mondo delle startup italiane da Berlino.

🌍 C’è qualcosa che ti manca dall’estero?
Credo sia una risposta comune tra molti “rientranti”, ma quello che mi manca di più è un piglio più internazional, che porta la possibilità di avere facilmente scambi con persone molto diverse da te, con background differenti. Questo aspetto si inserisce in un contesto più ampio, quello della grande città, dove si trovano molti eventi, fiere, concerti e forme d’arte provenienti da ogni angolo del pianeta. Nel mio caso, poi, il salto è stato notevole: dal centro di Berlino, all’Alto Adige!
Però penso che per mio figlio sia meglio crescere a contatto con la natura che nel mio vecchio quartiere di Berlino.

💡 Una cosa che hai imparato o un suggerimento che daresti a chi sta pensando di tornare.
Credo che i motivi per cui abbiamo lasciato l’Italia siano ancora tutti lì, indipendentemente dal tempo trascorso. Il dinamismo non è tra le qualità principali del Paese. Il mio consiglio quindi è di tornare in Italia scegliendo un luogo nuovo, invece di stabilirsi vicino alle proprie origini.
Chi ha vissuto all’estero ha già affrontato la sfida e l’“excitement” di trovarsi in un posto sconosciuto e di doversi costruire da zero, o quasi. Tornando in Italia ma in una città diversa, si ha l’opportunità di rivivere quell’esperienza, ma con un livello di difficoltà impostato su “Facile”. Tutto risulterà più immediato e familiare (i documenti, gli uffici a cui rivolgersi, il modo di fare rete), ma al tempo stesso si potrà godere dell’Italian feeling, sempre a un passo da luoghi da visitare (e dal mare!).

💩 Hai incontrato una difficoltà inaspettata nel rientro? Come l’hai affrontata?
Onestamente, me lo aspettavo più complesso. Nonostante questo, mi sento ancora nella fase di adattamento dopo quasi due anni a Bolzano. Mi aspettavo che gli standard lavorativi sarebbero stati più bassi rispetto a quelli berlinesi e devo ammettere che cosi è stato, la buona notizia è che l’Alto Adige è comunque un luogo dove esistono molte imprese dinamiche, e un incubatore di start up che è sì nuovo ma molto ben organizzato. Sicuramente lavorare di nuovo per una tech company è l’obiettivo, magari anche in remoto.
La vita extra-lavorativa, invece, è quanto di più diverso ci sia rispetto alla mia quotidianità berlinese. Ovviamente le cose da fare sono molte meno, ma se si scava un po’ si scopre che eventi e persone con voglia di fare rete esistono anche qui tra le montagne. Basta muoversi poco per imbattersi in realtà interessanti. La mia arma segreta è stata la piattaforma Meetup, usata soprattutto da persone che hanno vissuto in grandi città e pressoché assente in Alto Adige. Creare un gruppo per “international people in Bolzano” mi ha permesso di conoscere decine e decine di persone interessanti, che come me non sono originarie del luogo.

🤝 Che tipo di supporto avresti voluto trovare al tuo rientro?
Non saprei, all’inizio ho cercato blog e siti dedicati a chi si trasferisce in Italia, cosa fare, come sistemare la burocrazia etc. La particolarità di una provincia autonoma come l’Alto Adige è che per quasi tutto quello che è statale, esiste un corrispettivo locale, quindi un’assicurazione sanitaria altoatesina, un fondo pensione altoatesino, supporto famiglie altoatesino etc.
Per quanto ci sia un’assistenza di enti locali abbastanza organizzata, un hub dove fare il punto della situazione su tutte le questione burocratiche sarebbe molto utile. Nel mio caso sono arrivato qui con un contratto di lavoro già in tasca per cui mi sono affidato molto ai colleghi per fare domande di ogni genere.
Un pensiero a parte merita discorso casa: rispetto ad una città satura come Berlino, trovare l’appartamento giusto è stato abbastanza facile, salvo poi scontrarsi con affitti davvero proibitivi che mettono Bolzano sullo stesso piano di Milano… essendo però Bolzano.

Grazie Daniele per esserti raccontato a Pietro!

© 2025 Pietrotorna. Tutti i diritti riservati. P.IVA NL005193007B35 email: team@pietrotorna.it