A volte lasciare un Paese significa chiudere un capitolo, ma capire che è arrivato il momento di aprirne un altro.
Dopo undici anni all’estero nella ricerca scientifica, Arianna durante il lockdown cambia direzione e inizia a costruirsi una carriera da medical writer freelance. E scopre che, quando il lavoro diventa portatile, il rientro diventa possibile.
Oggi che è tornata a Firenze con la sua famiglia, ci racconta cosa l’ha sorpresa tornando, cosa porterà sempre con sé di Londra e come si decide quando è il momento giusto per tornare a casa.
Episodio #53 di ‘Storie di italiani che tornano a casa
Arianna Ferrini studia a Firenze e, negli anni della magistrale in Biotecnologie Mediche e Farmaceutiche all’Università di Firenze, parte per un Erasmus alla Queen Mary University di Londra. Quella che doveva essere un’esperienza di pochi mesi si trasforma in undici anni di vita all’estero: un PhD in Medicina Rigenerativa e Ingegneria Tissutale al prestigioso Imperial College London, periodi di ricerca negli Stati Uniti e una valigia sempre pronta per congressi internazionali.
Dopo il PhD, la sua carriera da ricercatrice all’University College London procede a ritmo serrato, ma il lockdown le offre l’occasione di fermarsi e ascoltarsi davvero. Ed è in quel periodo che decide di dare voce a una passione coltivata da sempre: raccontare la scienza con le parole. Diventa così medical writer freelance, aprendo una propria attività e costruendosì con entusiasmo e determinazione una carriera in questo ambito, arrivando a collaborare con clienti in tutto il mondo – dalle aziende farmaceutiche alle charities, passando per le agenzie di comunicazione medica.
Quando il lavoro diventa indipendente dal luogo in cui vivere, Arianna capisce che è il momento giusto per tornare a casa: nel 2022 rientra in Italia, con il marito e la loro bambina.
Oggi vive e lavora da Firenze, con un laptop e una connessione internet, portando avanti la sua professione internazionale con la gioia di vivere vicino alla sua famiglia e alle sue radici.
Abbiamo chiesto a Arianna di raccontarci com’è stato il suo rientro.
❤️ Dicci una cosa che ti ha sorpreso in positivo quando sei tornata in Italia.
La qualità della vita in Italia! Sembra uno stereotipo, ma il sole, il cibo, la bellezza dovunque, le piccole interazioni quotidiane, il fornaio che regala un pezzo di schiacciata alla mia bimba, le gite fuori porta, la spontaneità – sono tutte cose che diamo per scontato ma che ho davvero apprezzato solo tornando dopo tanti anni fuori.
🌍 C’è qualcosa che ti manca della tua vita all’estero?
Beh, Londra è una parte di me e lo rimarrà sempre. Ci torno spesso. Mi manca la sua diversità che arricchisce, le contaminazioni di stili, cucine, origini, vecchio e nuovo insieme, senza timore, e senza l’immobilismo e la paura di rinnovarsi che spesso purtroppo si riscontra in Italia.
Mi manca l’energia che si respira e camminare nei suoi parchi o lungo il Tamigi. I pub, che sono luoghi di ritrovo per tutti, non solo per i giovani, i musei gratuiti, i quartieri ognuno con una propria fortissima identità.
Londra mi ha insegnato tanto ed è lì che sono diventata adulta, e questo me lo porterò sempre dietro. Mi ritengo molto fortunata ad aver potuto chiudere un capitolo ricco di soddisfazioni e crescita con serenità.
💡 Una cosa che hai imparato o un suggerimento che daresti a chi sta pensando di tornare.
Metti sul piatto di una bilancia le cose che contano per te adesso, in questo preciso momento, con uno sguardo al futuro. La vita è fatta di fasi e capitoli, le priorità cambiano e spesso quello che reputavamo importante con il nostro biglietto di sola andata in tasca non è più così importante adesso – e viceversa.
Lavorativamente, consiglierei di avere un solido piano, qualcosa che ti renda felice di alzarti la mattina, per non aggiungere frustrazione all’inevitabile processo di riaggiustamento che ci sarà.Detto questo, non ci sarà mai il momento perfetto e le condizioni perfette, quindi se è quello che senti, make it happen!
Grazie Arianna per esserti raccontata a Pietro!